I rischi della revisione costituzionale

in Comunicati, Documenti Autonomisti

L’accordo stretto tra Matteo Renzi e Silvio Berlusconi prevede una nuova legge elettorale fondata sul principio maggioritario diretto a favorire il bipolarismo, le soglie minime per partecipare al riparto de l seggi e le liste bloccate in piccoli collegi , senza quindi le preferenze. La seconda parte dell’accordo prevede una revisione della Costituzione che si incentri sulla modifica della composizione e delle competenze del Senato e una modifica del titolo V che si riferisce al sistema delle regioni e degli enti locali. I dettagli di quanto concordato non sono noti. La modifica del profilo del Senato comunque fa temere che si operi in modo assolutamente poco responsabile. Tranne che in paesi dove vi è una antica tradizione di Camere Alte a rappresentanza dei ceti superiori o delle strutture corporative e professionali , come nel Regno Unito (Camera dei Lords) , la seconda camera ha significato solo negli Stati federali, ove accanto alla rappresentanza per teste e cioè per opinioni e interessi organizzati dai partiti politici, vi è la rappresentanza paritaria delle Regioni o degli Stati federati . Negli Stati Uniti e nella Repubblica Federale Tedesca vi è il Senato o il Consiglio federale ( Bundesrat ) , dove ogni Stato o Regione è rappresentato da un numero uguale o quasi uguale di Senatori o Consiglieri, indipendentemente dal l a dimensione demografica e con competenze meno generali di quelle garantite alla Camera bassa. In Italia si vorrebbe costruire un mostriciattolo: invece di costruire un Senato delle Regioni, ove ciascuna fosse rappresentata da un ugual  numero di senatori, due o tre rappresentanti per ogni Regione, dalla Val d’Aosta (130 mila abitanti) alla Lombardia (9 milioni di abitanti), a sancire il principio della uguale dignità delle singole realtà subnazionali, si vuole costituire una assemblea dove sian o rappresentati i comuni, le regioni e – pare – rappresentanze della società civile i quali dovrebbero recarsi periodicamente a Roma a titolo gratuito, il che può far capire con quale impegno i senatori si impegnerebbero nei lavori parlamentari . Il Titolo V sarebbe modificato con la so p pressione delle Province e con un tentativo di tracciare meglio i confini delle competenze dello Stato , delle Regioni e dei Comuni. Invece di definire con maggiore nitidezza le competenze di livello puntuale ( Comuni) distinguendole meglio da quelle territoriali ( Province o Regioni) e da quelle nazionali, si vuole procedere ad un altro accentramento sullo Stato di varie competenze che sembrano essere principalmente quelle dell’energia e del turismo. In definitiva una controriforma.

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