L’assenza di una rappresentanza istituzionale unica del Friuli che potesse dare una voce forte e autorevole agli interessi ed alle aspirazioni della comunità friulana, resa solidale da una comune cultura dell’impegno e del lavoro e da un sistema di valori che la rende inconfondibile rispetto alle altre realtà italiane, oltre che da un codice linguistico originale e unico che nulla ha a che fare con le altre espressioni linguistiche della penisola, ha assegnato un ruolo importante alle tre province friulane che in ogni occasione significativa sono emerse come la naturale intelaiatura istituzionale di questa comunità e la espressione più sicura di una volontà di crescita autonoma e di autogoverno. Sulle Province come enti esponenziali della comunità friulana, come organismi di programmazione del territorio e come punti di erogazione dei servizi di area vasta, avrebbe dovuto basarsi un efficace disegno di riforma dell’assetto istituzionale della Regione. La riduzione dell’amministrazione regionale alle sole funzioni di alta legislazione, di rappresentanza della comunità regionale nei confronti dei grandi centri di decisione esterni, avrebbe dovuto trovare il suo fulcro nelle amministrazioni provinciali come naturali organismi per l’esercizio delle funzioni e l’erogazione dei servizi di area vasta. I provvedimenti legislativi della Regione volti allo svuotamento delle Province di funzioni e di risorse,alla riduzione delle stesse ad enti di secondo grado lacui inefficienza è già stata sperimentata con le Comunità montane, in quanto affidate ad amministratori locali deresponsabilizzati e il cui futuro politico dipende solo dal consenso ottenuto nei rispettivi comuni, e la programmata espunzione di questa istituzione dal testo della Carta costituzionale, inverte tale itinerario di riorganizzazione della pubblica amministrazione. Le conseguenze sono date da un processo di accentramento di funzioni in capo alla amministrazione regionale la cui funzione di moltiplicatore della spesa pubblica, e di sede di pratiche corruttrici sono state ampiamente evidenziate dalle recenti vicende giudiziarie che hanno coinvolto tutte le Regioni italiane, compreso il Friuli Venezia Giulia. Il disegno nutrito a danno delle Province, se avrà ovunque conseguenze negative, perché moltiplicherà i centri di spesa e i luoghi in cui si eserciteranno le pratiche corruttrici delle lobbies economiche, avrà conseguenze devastanti per la Comunità friulana, che si vedrà privata di una rappresentanza istituzionale che comunque è in grado di esprimere gli interessi e le esigenze del Friuli, nelle sue varie articolazioni territoriali. Accanto ad una grande città di oltre 200 mila abitanti e di una Amministrazione regionale con sede nel capoluogo, vi sarà un pulviscolo di 200 Comuni o di una ventina di aree “vaste” che riprodurranno il superato modello dei mandamenti giudiziari. Il Friuli perderà la sua voce, e sarà sempre soccombente di fronte alle esigenze e agli interessi del capoluogo regionale e della classe politica regionale che visi annida. Anche di fronte alla prospettiva della costituzione della Città metropolitana di Trieste, che avrebbe già potuto essere costituita sulla base della Legge regionale sull’ordinamento delle autonomie locali del 2006, e verso la quale pare orientarsi la amministrazione comunale di Trieste, è necessario che il Friuli trovi nuove forme di organizzazione amministrativa e di rappresentanza istituzionale e di coesione politica, istituzionale e culturale. E’ venuto il momento di pensare ad un riordino dell’assetto istituzionale della Regione, mediante la costituzione di una Comunità friulana che comprenda tutti i territori friulani compresi tra il Livenza e il Carso, aperto all’adesione dei comuni friulani del Veneto, da Portogruaro a Sappada. La competenza primaria sull’ordinamento delle autonomie locali che è stata attribuita alla Regione autonoma Friuli Venezia Giulia consente la costruzione di un assetto istituzionale innovativo, nell’ambito dei vincoli posti dalla Carta costituzionale, nella sua formulazione attuale o in quella che è in corso di predisposizione. Associazione delle Province friulane, o Associazione dei comuni friulani, o una unica Comunità di area vasta legislativamente ancorata ad una legge regionale,possono essere le soluzioni da percorrere.
Leave a Reply
Using Gravatars in the comments - get your own and be recognized!
XHTML: These are some of the tags you can use: <a href=""> <b> <blockquote> <code> <em> <i> <strike> <strong>
-
-
Giorgio Lavariano: E' l'unico programma concreto e realistico ...
- Comunicati (33)
- Documenti Autonomisti (11)
- Movimenti Autonomisti (1)
- Senza categoria (23)
-
SONDAGGIO SULLE PROVINCE
Loading ...Cerca nel sito
-
Articoli recenti
Giugno 2026 L M M G V S D « Apr 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 Archivi
Amministrazione
Aiuta il Movimento Autonomista Friulano
Sostieni l'associazione versando la tua offerta sul conto corrente bancario presso la banca credifriuli di Latisana.
IBAN : IT 32 I0708563900013210014422
DISCLAIMER
L’autore dichiara di non essere responsabile per i commenti inseriti dai lettori. Eventuali commenti dei lettori, lesivi dell’immagine o dell’onorabilità di persone terze, non sono da attribuirsi all’autore, nemmeno se il commento viene espresso in forma anonima o criptata.Questo blog non rappresenta una testata giornalistica poiché viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62/2001.Le immagini e i video pubblicati sono quasi tutti di proprietà o tratti da internet e quindi valutati di pubblico dominio: qualora il loro utilizzo violasse diritti d’autore, lo si comunichi all’autore del blog che provvederà alla loro pronta rimozione.
Follow