Il disastro dell’Abruzzo, che ha scosso profondamente tutti, ma soprattutto i friulani, ci consente di fare due considerazioni di fondo. Innanzitutto va detto che se vi è un momento nel quale sono emerse con tutta evidenza le qualità del popolo friulano, è quello del sisma del 1976, quando tutta una comunità si è raccolta immediatamente intorno a coloro che erano stati vittime della tremenda scossa del 6 maggio e si è data da fare per rimuovere le ferite inferte. L’orgoglio di essere friulani, di essere capaci di riprendere in mano il proprio futuro, di essere portatori di una cultura originale in tanti aspetti a cominciare dalla lingua, ha avuto un importante impulso in quei mesi. La seconda considerazione è che il modello Friuli ha avuto successo, tanto da essere citato come esempio nel mondo in quanto si è basato su alcune scelte fondamentali, prime fra tutte quella della piena responsabilizzazione delle comunità locali. Non una ricostruzione fondata sulle scelte degli apparati centrali dello Stato, non la decisione di sradicare le comunità per portarle in nuove città artificialmente ideate e progettate e costruite, ma la scelta a favore del sistema insediativo esiste, la decisione di privilegiare la ricostruzione del sistema produttivo, in modo da garantire il mantenimento sul luogo della gente (“prima le fabbriche e poi le case e le chiese”), e soprattutto la scelta di fondo di attribuire alla Regione e ai Comuni il compito di provvedere alla ricostruzione. Il Modello Friuli è stato il trionfo dell’autonomia, il successo di una impostazione che premia l’impegno degli amministratori eletti, e quindi controllati, dalla gente, il rifiuto di impostazioni centralistiche le quali, se hanno un senso nell’emergenza, hanno risultati devastanti nella fase della ricostruzione. La terza considerazione è che se il Friuli si è ripreso rapidamente è perchè ha potuto contare sulla solidarietà nazionale, da cui sono derivate le ingenti risorse che hanno consentito una rapida ricostruzione. Autonomia non significa isolamento. In nessun altro momento sono emerse con tanta evidenza le virtù salutari dell’autonomia, che consente di liberare energie, di responsabilizzare i soggetti, di concepire nuovi itinerari di crescita, di creare nuovi strumenti di sviluppo.
Valeria Grillo – Presidente del Movimento Autonomista Friulano –
Fonte: E Polis
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