Nella sua breve storia la Regione Friuli Venezia Giulia ha raramente espresso esponenti politici che dimostrassero tutta l’importanza della cultura e della lingua friulana come elemento di coesione del Friuli e come unica e forte giustificazione del regime di autonomia speciale che tanti benefici ha recato alla nostra terra e anche a Trieste. Nella prima Repubblica solo una figura si è stagliata netta in questa direzione, quella di Alfeo Mizzau, Feo di Bean, purtroppo scomparso. L’impegno per la cultura e la lingua friulana, per i beni culturali del Friuli (a lui si deve la benemerita legge 60/1976 per il restauro del patrimonio monumentale e storico del Friuli), per il paesaggio, per l’agricoltura, sia in qualità di assessore regionale, sia di Europarlamentare, sia di Presidente della Società Filologica friulana, sia di editore della rivista “La Panarie”, lo ha posto in una posizione particolare e rilevante, che lo faceva emergere dalla palude del mondo politico degli anni settanta e ottanta, tutto attento a non turbare i rapporti tra le due componenti che formano questa regione artificiale che è il Friuli Venezia Giulia. Il Friuli perde una grande personalità, un convinto sostenitore dell’identità friulana e dell’autonomia della nostra terra, pur inserita in contesti più vasti in cui la nostra realtà può emergere in un intelligente gioco di alleanze. E soprattutto perde un personaggio che ha saputo dimostrare come l’identità friulana deve nutrirsi di una cultura moderata e popolare che ha fatto le fortune di altre regioni, dalla Baviera al Sudtirolo, un simbolo per un nuovo autonomismo popolare che sta nascendo in questa regione.
Ing. Valeria Grillo
Presidente del Movimento Autonomista Friulano
15.10.2008
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