La realizzazione della TAV/TAC secondo il progetto ipotizzato da Rete Ferroviaria Italiana Spa certamente non costituirà per il Friuli. un’occasione di vero sviluppo e di superamento di deficit infrastrutturali in modo sostenibile. Siamo certi che invece rappresenterà un’ulteriore occasione per allocare male le limitate risorse a nostra disposizione. Non ci poniamo per principio contro la TAV e più in generale contro lo sviluppo, ma pretendiamo che questo venga perseguito in modo sostenibile e rispettoso sia del territorio che delle tasse versate con fatica dai contribuenti.
In particolare riteniamo che in Friuli la TAV/TAC sarà inutile perché:
1)spendere 6.300 milioni di euro per risparmiare 15 minuti nella percorrenza Trieste-Venezia ci sembra veramente un’assurdità;
2)le linee TAV funzionano bene quando collegano grosse città, 2/3 milioni di abitanti, poste ad almeno 3/400 chilometri di distanza. Questa è la situazione che si trova ad esempio in Francia, dove effettivamente la rete TAV è molto diffusa e funzionale. In Italia purtroppo la situazione è diversa. Ci sono molte città di piccole dimensioni a breve distanza tra loro. In Friuli, che complessivamente conta poco meno di 1.200.000 abitanti, la situazione è ancora più frammentata e diventa praticamente impossibile sperare di riuscire a fornire un adeguato numero di utenti concentrandoci anche nella città più grande, Trieste;
3)una linea TAV deve avere almeno 30/40.000 utenti al giorno, e la linea attuale Trieste-Venezia ne trasporta solamente 3/4.000 al giorno. Il traffico è così limitato che recentemente sono stati soppressi 3 treni Eurostar;
4)passando infine alle merci si sa che è improbabile riuscire a traslare dalle strade alle rotaie le migliaia di camion che intasano la nostra rete viaria. Il motivo è semplicissimo: non è che c’è poco spazio per i treni merci sulle linee attuali, ma vi è l’assoluta incapacità da parte di Trenitalia di offrire ai propri clienti un’organizzazione che permetta di garantire tempi di consegna certi e celeri. La logistica ferroviaria è al collasso, ed è lì che bisognerebbe agire.
Ammodernare le linee attuali, eliminando alcuni punti critici, potrebbe permettere un incremento di quasi 5 volte dei volumi in transito, con costi molto inferiori a quelli preventivati e tempi di realizzazione molto più brevi. Questa è la via che noi riteniamo migliore per il Friuli, che deve essere unita al miglioramento della logistica ed alla rapida realizzazione di altre infrastrutture veramente indispensabili, come la terza corsia autostradale, che saggiamente è stata scollegata dall’iter di realizzazione della TAV/TAC, riqualificazione della Pontebbana, i trafori di Monte Croce Carnico e della Mauria.
In subordine, se proprio si dovesse decidere di costruire a tutti i costi l’infrastruttura, si deve per individuare un tracciato migliore. Ci sembra che insistere nel passaggio per Trieste, caro a Illy, che significa avventurarsi nella realizzazione di un percorso più lungo, oltre che di 65km di gallerie tra Monfalcone e Divaccia, costituisca un vero affronto al territorio, ai cittadini e più in generale all’intelligenza. La soluzione di Gorizia e della valle del Vipacco è la più breve ed economica e gradita ai goriziani.
Ragioniamo anche su questa possibilità, che nel recente passato è stata scartata a priori. Credo che ci sia tutto il tempo necessario, considerato che non abbiamo ancora una minima copertura economica per realizzare l’opera. Noi ci stiamo e siamo pronti a fare onestamente la nostra parte, rivendicando però il diritto del territorio di indirizzare le scelte e non di subirle sempre in silenzio. Non vogliamo sentirci raccontare che la TAV la vuole l’Europa e noi dobbiamo sopportarla. Non ci crede più nessuno…figuratevi noi autonomisti!!!
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