Costituito formalmente il movimento Autonomista Friulano

in Comunicati

E’ nato il MAF, il Movimento Autonomista Friulano, costituito sulla scia dell’entusiasmo suscitato dai progetti autonomisti che si vanno affermando a livello nazionale, illustrati durante il convegno dello scorso 18 luglio all’hotel Astoria, ove un autorevole rappresentante del MPA di Raffaele Lombardo, l’on Antonio Pappalardo, noto in regione per aver trascorso parecchi anni nelle file dell’Arma dei Carabinieri, ha illustrato i programmi del movimento autonomista sorto in Sicilia e destinato a rafforzare i movimenti autonomisti già esistenti o in via di formazione sul territorio nazionale, a partire dalle regioni a statuto speciale. Da tempo si poneva il problema di una discesa in campo di tanti cittadini e amministratori al fine di tutelare valori e interessi del popolo friulano, che i partiti legati a Roma o a Milano non sono in grado di interpretare e di sostenere perché fortemente legati alle centrali nazionali, che ne hanno cooptato rappresentanti locali sulla base della attuale ignobile legge elettorale che, con l’abolizione delle preferenze, pone tutto nelle mani di pochissimi leader nazionali o padani..

Ha fatto molto scalpore l’ insistenza del ministro Brunetta, subito spalleggiato dal governatore Tondo, per l’abolizione della specialità della Regione, anzichè promuovere la crescita delle regioni ordinarie verso forme di autonomia più elevate. La rozzezza culturale del ministro Brunetta gli impedisce di comprendere quali siano le ragioni intrinseche che giustificano l’esistenza delle regioni speciali. Non si capisce al contrario come Tondo non prenda in mano la bandiera della specialità, che è basata su ragioni tuttora valide anzi sempre più evidenti, e che vengono rivalutate dalla crescita degli stati contermini che grazie alla snellezza dei loro procedimenti decisionali e dell’efficienza delle loro strutture amministrative e fiscali adottano provvedimenti di programmazione economica che penalizzano il sistema delle imprese regionali e che devono essere contrastati con provvedimenti tempestivi che devono nascere da un alto grado di autonomia e che ristabiliscano la competitività del sistema economico friulano.
In un mercato ormai globalizzato e dove le fonti di attrattività dipendono soprattutto dai livelli della fiscalità sul lavoro e sul reddito d’impresa, vi è la necessità di una risposta tempestiva alle variazioni più favorevoli praticate alle imprese dalle amministrazioni confinanti.
Inoltre il Friuli cosi ha l’opportunita’ concreta di essere rappresentato e tutelato non solo in base alle leve fiscali e economiche che una autonomia speciale potenziata deve garantirgli, ma anche in quanto regione in abitata da una comunità linguistica originale che deve trovare gli strumenti e le risorse per rispondere con efficacia ai processi di naturalizzazione e di omologazione, cui a livello europeo si cerca di reagire.

E’ giunto il momento che anche in Friuli esista ed operi un movimento come quelli che hanno fatto le fortune dell’Alto Adige, del Trentino, della Val D’Aosta.

Non è con il federalismo centralistico bossiano bensì con l’affermazione di una più profonda coscienza di autodeterminazione, che va al dila’ del semplice federalismo fiscale e coinvolge invece le leve dell’autogoverno, potremmo valorizzare il territorio e la cultura di questa terra. Si deve costruire una specialità vera giustificata dal fatto che situazioni speciali richiedono condizioni di governo speciali. Autonomia non significa cercare privilegi o creare steccati economico- sociali ma creare le condizioni per una valorizzazione di elementi importanti di ricchezza per l’intero paese e per l’Europa. Se una lingua si spegne ed una comunità si estingue si creano le condizioni per un grave impoverimento sia culturale che sociale.

I friulani devono reagire ad atteggiamenti di rassegnazione o di dipendenza. A tutti chiediamo un contributo per battere coloro che diffondono atteggiamenti di inferiorità o di pessimismo in ordine al diritto dei friulani di rimanere tali, e non una appendice della Penisola o della Padania.

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