VALERIA GRILLO AL CONGRESSO NAZIONALE DEL MOVIMENTO PER L’AUTONOMIA DI RAFFAELE LOMBARDO

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Un forte intervento di rivendicazione del diritto del Friuli all’autonomia è stato svolto da Valeria Grillo al secondo congresso che si è aperto venerdì pomeriggio a Roma per sancire la trasformazione del Movimento di Raffaele Lombardo in un movimento nazionale di raccolta di tutti i movimenti autonomisti che operano da tempo o stanno sorgendo in tutte le regioni italiane.
Presente all apertura del congresso che con Raffaele Lombardo, leader nazionale delle autonomie, con oltre 3000 persone all’Hotel Marriot a Roma. Presenti illustri ospiti, ha aperto la serata I’ll sindaco Alemanno, presidente del congresso l’on. Scotti, sottosegretario, che sappiamo essere molto vicino alla nostra terra durante la sua visita come anche I’ll sottosegretario Giuseppe Reina che ha gia’ portato al Friuli grandi novita’ per la Gemona Sequals e per migliorare la TAV. Dopo la relazione dell’on. Raffaele Lombardo, convinto che con l’MPA ci sia davvero la rivoluzione del modo di fare politica senza piu’ poltrone o vantaggi per la classe politica ma esxplicitamente per tutti, privilegiando gli ultimi!

Parlando a nome della delegazione friulana la Presidente del Movimento Autonomista Friulano costituito lo scorso agosto ha richiamato i fondamentali passi compiuti dal Friuli per ottenere uno status di elevata autonomia sia dal punto di vista istituzionale che da quello culturale ed economico. Dalla forte azione del dopoguerra di Tiziano Tessitori per ottenere l’inserimento nella Costituzione Repubblicana del 1947 del distacco del Friuli dal Veneto, dal conseguimento del regime di autonomia speciale giustificato dalle speciali condizioni culturali e confinarie del Friuli, allo straordinario impegno posto nelle ricostruzione del Friuli terremotato fondato sull’impegno delle autonomie locali, alla conferma del principio che il Friuli doveva riappropriarsi del diritto di formare in una Università friulana le proprie classi professionali, intellettuali e dirigenti, alla approvazione della legge 482/1999 sulle minoranze linguistiche con la quale si riconosceva giuridicamente al friulano lo status di lingua: tutta una serie di tappe fondamentali dirette a rafforzare l’unità e l’autonomia del Friuli.

Ora queste condizioni corrono grossi pericoli nelle posizioni rinunciatarie della classe politica regionale che appare troppo acquiescente alle posizioni ostili alle autonomia speciali troppo presenti nell’ambito della maggioranza che governa il paese. Come nelle file di questa maggioranza troppo influenti sono le forze che sono culturalmente avverse alle diversità culturali e linguistiche di tante aree del paese.
Il Friuli vanta comunque una importante tradizione autonomistica, e forti aspirazioni a liberarsi dai legami di dipendenza nei confronti dei grandi centri di potere politico ed economico che mal sopportano le diversità e le identità specifiche di una terra. L’autonomismo friulano ha cercato più volte di passare da una ispirazione culturale e da uno stato d’animo diffuso e radicato ad una espressione politica. Ora con la costituizione e l’estensione sul territorio nazionale dell’MPA le forze autonomistiche friulane non si sentono più sole, ma legate ad un vasto e diffuso movimento che consentirà al Friuli di esprimere una forza politica autonomista, forte e determinata a contrastare le posizioni rinunciatarie e pragmatistiche proprie delle classi politiche e dirigenti che ora dominano la Regione. Il Friuli saprà esprimere degli anticorpi nei confronti di chi opera per il suo dissolvimento, per la scomparsa della sua lingua, per l’asservimento della sua economia ai grandi centri di potere. Il Friuli saprà essere a fianco di Raffaele Lombardo che ha già saputo riscattare la Sicilia e tanti aneliti all’autonomia nella varie regioni italiane. Un impegno forte dovrà essere espresso dai giovani, dalle donne, dagli amministratori che vogliono essere soggetti attivi per la costruzione di movimenti autonomisti locali, senza dei quali il federalismo rimarrà un esercizio di ingegneria istituzionale e fiscale, ma non lo strumento per far crescere dal basso le comunità regionali.

Roma, 27 febbraio 2009-02-27

Ufficio Stampa
Movimento Autonomista Friulano
335.6987217

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LA VISITA IN REGIONE DEL SOTTOSEGRETARIO DI STATO ALLE INFRASTRUTTURE On. REINA

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LA PRIMA VOLTA UN CONFRONTO APERTO

TRA SINDACI, REGIONE E STATO

Densa di incontri la giornata passata in Regione dal Sottosegretario alle Infrastrutture e ai Trasporti On . Giuseppe Maria Reina, che nel Governo Berlusconi rappresenta il Movimento per l’Autonomia di Raffaele Lombardo.

Invitato dal neo costituito Movimento Autonomista Friulano fondato in estate da un folto gruppo di autonomisti guidato dall’Ing. Valeria Grillo, e che raccoglie sindaci, imprenditori, professionisti, professori universitari legati da una comune aspirazione allo sviluppo del Friuli nella sua identità ed economia, il Sottosegretario ha voluto rendersi conto da vicino di alcune situazioni critiche che ostacolano lo sviluppo del Friuli, o che compromettono da vicino alcune situazioni territoriali.

Sempre accompagnato dall’Ing Valeria Grillo e dal Dott. Mario Pischedda, sindaco di Villa Vicentina, il Sottosegretario ha passato la mattinata a Trieste, dove ha voluto rendersi conto dell’effetto impattante per la salute, un intero quartiere, generato dalla Ferriera di Servola, per la quale vi sono precisi impegni per la sua dismissione entro il 2009, e che si teme non siano attuati.

Il Sottosegretario, incontrandosi con i rappresentanti del Circolo Miani e con altri esponenti locali, ha rilevato forti analogie con la situazione di Gela, ed ha manifestato il proprio favore al riutilizzo a fini logistici di un’area comunque interessante.

Un incontro di grande importanza è stato organizzato a Osoppo, dove il coordinatore per l’area collinare del Maf. Maurizio Piemonte ha rappresentato i problemi infrastrutturali che condizionano la crescita dell’area e creano difficoltà di traffico e ambientali, quali ad esempio la realizzazione della Gemona.-Sequals, che è stata progettata dalle Amministrazioni Provinciali di Udine e di Pordenone ancora nel 2003 e che attende di essere finanziata. I sindaci e gli imprenditori della zona hanno rappresentato l’urgenza di questa opera, diretta a facilitare gli scambi tra Alto Friuli e Friuli occidentale e l’immissione nell’autostrada, alleggerendo nel contempo la viabilità del sandanielese e dell’asse stradale e autostradale Gemona-Udine. Il Sottosegretario si è dichiarato interessato ad esaminare le proposte dalle amministrazioni locali e dalle istanze imprenditoriali.

Un altro appuntamento significativo si è concluso infine a Udine, dove il Sottosegretario si è incontrato con il Sindaco della Città Honsell.

E’ seguito l’incontro con i rappresentanti dell’Associazione Piccole Industrie guidati dal Presidente Dott. Massimo Paniccia che hanno sollevato una serie di problemi riguardanti le infrastrutture e i trasporti che condizionano lo sviluppo industriale del Friuli. Nei confronti di tali problemi il Sottosegretario ha dimostrato il massimo interesse e la disponibilità ad approfondirli nelle sedi competenti (Ferrovie in particolare).

Di grande importanza il Convegno organizzato dal Movimento all’Hotel Internazionale di Cervignano. Di fronte ad un pubblico folto e attento, oltre 200 persone, proveniente non solo dalle località interessate direttamente al tema, è stata affrontata la questione della linea ad alta velocità che dovrebbe costeggiare l’autostrada fino all’altezza di Porpetto e poi distaccarsi da tale tracciato per ricongiungersi poco prima di Cervignano alla linea ferroviaria esistente, per poi giungere fino a Trieste attraverso una galleria di circa 30 chilometri nel cuore del Carso. I costi elevatissimi di tale impostazione, a fronte di un risparmio di quindici minuti, rendono assolutamente antieconomica tale linea, come ha rilevato l’Ing. Valeria Grillo. Tutti gli inconvenienti di tale opera, così come voluta da Illy e da Sonego, sono stati approfonditi dal Sindaco di Villa Vicentina Mario Pischedda, uno dei sindaci che si sono rifiutati di firmare l’accordo voluto dall’allora Assessore Sonego. L’amministratore ha posto in luce tutte le debolezze e costosità di un’opera che non trova alcuna convenienza e cui sarebbe meglio rinunciare. Se però per vincoli internazionali o nazionali l’alta velocità dovesse realizzarsi, è necessario rivedere profondamente il tracciato, che sarebbe bene passasse per Gorizia, evitando la lunga deviazione per Trieste, che può essere collegata con una bretella.

I dirigenti della Rete Ferroviaria Italiana, Ing. Antonio Perrone e Ing. Mario Goliani hanno illustrate le linee fondamenti dell’opera e definito i passi decisionali e progettuali finora percorsi. I tecnici rappresentanti dei comuni nella Commissione tecnica nominata dall’Assessore Sonego Ing. Debernardi e Arch. Francesco Magro della Società Polinomia di Milano hanno sottolineato tutti i punti critici della proposta delle Ferrovie.

Di grande importanza gli interventi dei due rappresentanti della nuova Amministrazione Regionale. Il Consigliere regionale e vicecapogruppo della Lega Nord, il monfalconese Federico Razzini, ha sviluppato un intervento assai critico sulle scelte effettuate dalla Giunta Illy, e soprattutto sulla scelta di raggiungere Trieste attraverso una galleria di 25 chilometri, dagli effetti devastanti. Ha sostenuto la tesi, che è anche quella degli autonomisti, ma anche del Presidente di sinistra della Provincia di Gorizia e dell’intero Consiglio Comunale di Monfalcone, di far passare la TAV per il Vipacco, e quindi di rivedere le impostazioni progettuali che sono state definite dalla precedente Giunta.

L’intervento dell’Assessore regionale alla Viabilità Arch. Riccardo Riccardi ha sviluppato il tema della continuità delle scelte, per cui non si dovrebbero rovesciare impostazioni assunte ogni qualvolta cambia una maggioranza, soprattutto a fronte di un accordo stipulato tra la Regione e comuni, con la sola, opposizione di due amministrazioni comunali (Villa Vicentina e Porpetto). Va sostanzialmente salvato il lavoro già svolto, anche se si è reso disponibile a considerare con attenzione i problemi da essi sollevati.

Conferenza Stampa a cervignano

Di grande rilievo per la conoscenza dei problemi e per la chiarezza dell’impostazione quello del Sottosegretario Reina, che ha rilevato che se la linea ad alta velocità deve essere realizzata per far fronte ad impostazioni europee e nazionali, la questione del tracciato e delle modalità tecniche di progettazione ed esecuzione deve essere attentamente considerata. Tra le varie questioni sul tappeto, quella del traforo del Carso legata alla scelta del passaggio per Trieste, che appare difficilmente giustificabile. Si tratta di scelte che possono e devono, se necessario, essere riviste, al fine di evitare sprechi di risorse e danni ambientali. Vi è quindi la massima apertura ad approfondire la questione, anche in collaborazione con l’altro Sottosegretario alle infrastrutture, Castelli (LN).

Si è poi aperto un dibattito cui hanno partecipato alcuni rappresentanti dei comitati anti TAV, tra cui del Sindaco di Porpetto Schiff, che ha lamentato i gravi danni che verranno inferti al suo comune, e dei relatori Grillo, Pischedda, Reina.

L’importanza del Convegno è segnato da alcuni elementi fondamentali.

Un fronte comune tra autonomisti e leghisti della regione, cui si aggiungono importanti amministrazioni locali anche di sinistra (provincia di Gorizia, Comune di Monfalcone) per far saltare il tracciato che prevede il passaggio per Trieste attraverso la galleria sotto il Carso: la soluzione più conveniente e ragionevole è quella di Gorizia e del Vipacco. Ed infine, l’aprirsi di una diversità di opinioni all’interno della maggioranza regionale.

MAF. Ufficio stampa. info@movimentoautonomistafriulano.org/; cell. 335/7888727

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Pensare per tempo alla quarta corsia

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Tra le diverse iniziative che il direttivo del nuovo movimento autonomista friulano, il MAF, sta portando avanti per promuovere una discussione propositiva e fondata sulle salde radici friulane , nell’ottica di progettare un Friuli pero’ innovativo, con le adeguate infrastrutture, ma che sappia organizzarsi rispettando la preziosa terra che abbiamo ereditato una importante considerazione si sta facendo con occhio autonomista nei confronti di un tema che molto affligge la bassa friulana, ma che nel contempo non puo’ che rendere congruo al suo tempo la nostra Patria.

I dirigenti del neo gruppo politico si stanno occupando di prendere contatti con altri gruppi autonomisti per imparare e confrontarsi con chi dell’autonoimia non solo ha fatto un cavallo di battaglia, ma proprio applicando questo concetto è riuscito a raggiungere importanti risultati.

Dopo la recente nascita e in attesa dell’assemblea costituente che si farà prossimamente, la prima inziativa che mette in campo il MAF riguarda la difesa del proprio territorio e l’analisi oggettiva delle infrastrutture esistenti in Friuli. Da sempre è noto come i tre capoluoghi di Provincia siano tormentati dagli assi viari e per questo risultino ancora isolati e non possano applicare logiche di sinergia tra loro.

In preparazione del prossimo incontro che avrà luogo a Cervignano venerdì 19 settembre con la partecipazione di esponenti regionali e nazionali nel corso del quale si affronteranno i problemi del fascio infrastrutturale che attraversa la Bassa Friulana, il Presidente del neo costituito Movimento Autonomista Friulano Ing. Valeria Grillo prende posizione sul problema della ristrutturazione dell’autostrada Venezia – Trieste. “ Bene ha fatto il nuovo Governo a nominare sollecitamente il Commissario straordinario nella persona del Presidente della Giunta Regionale – ha dichiarato l’Ing Valeria Grillo – e altrettanto condivisibile appare la scelta di impegnare direttamente l’Assessore competente Riccardo Riccardi, valorizzando appieno le competenze da lui acquisite ai vertici gestionali di Autovie Venete.

Sui massimi vertici della Regione, come sugli attuali vertici di Autovie gravano importanti responsabilità: quella di superare le attuali gravissime condizioni di congestione dell’Autostrada, che non saranno superate senza la realizzazione di una quarta corsia resa necessaria dalla forte dilatazione della domanda di autotrasporto che è generato dai paesi dell’est europeo e che gli interventi sulla rete ferroviaria non saranno in grado di soddisfare. Terza e quarta corsia e riqualificazione della rete ferroviaria dovranno essere realizzate sulla base di una attenta progettazione degli interventi che garantiscano il migliore inserimento nel territorio ed evitino gravi stravolgimenti dell’ambiente del Basso Friuli”. Si tratta di temi che saranno affrontati con attenzione e senso di responsabilità negli incontri che saranno organizzati nelle prossime settimane per un contributo fattivo che anche l’Autonomismo friulana dovrà dare ai problemi fondamentali dell’assetto infrastrutturale ed economico del Friuli, nel rispetto delle compatibilità ambientali.

Il presidente regionale del MAF
Ing. Valeria GRILLO
3356987217, 3357888727
e-mail: v.grillo@tim.eu.blackberry.com

5 settembre 2008

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Si al federalismo fiscale ma sviluppo dell’autonomia differenziata

in Comunicati

Si al federalismo fiscale ma sviluppo dell’autonomia differenziata. La linea di pensiero politico del nuovo movimento autonomista friulano MAF in ordine alla riforma federalista dello stato si traduce nella convinzione che la specialità della nostra regione non solo deve essere salvaguardata perché da’ risposte speciali a una situazione speciale, ma va ulteriormente sviluppata in modo da porre le competenze e le risorse della nostra regione a livello di quello delle altre regioni ad autonomia differenziata.

Taluni orientamenti originati dalle regioni a statuto ordinario di cui il Ministro Brunetta, seguito dai vertici politici di questa regione, si fa interprete, diretti a cogliere l’occasione dalla riforma federalista, per eliminare il regime di specialità che viene visto come un ingiustificato privilegio, vanno con forza combattuti e respinti con una grande alleanza con le forze autonomiste di tutta le regioni a statuto speciale.

Va fatto saltare il prevedibile disegno di svuotare la specialità attraverso una riduzione delle risorse effettivamente attribuite alla nostra regione, come anche la possibilità che ad un aumento delle risorse attribuite attualmente alle regioni corrisponda un massiccio trasferimento di competenze i cui costi siano superiori alle risorse aggiuntive. In definitiva la riforma del federalismo fiscale potrebbe essere utilizzata per realizzare importanti economie di spesa e rilevanti tagli alla spesa pubblica. Nelle attuali difficili condizioni della finanza pubblica, è probabile che la riforma federalista rimanga mera apparenza o, peggio, uno strumento per togliere risorse reali alle regioni..

In questo quadro va constatato che finalmente giunge una parola seria da parte dell’on.. Gottardo, che si schiera apertamente per la difesa ed anzi per lo sviluppo della specialità, a differenza di altre prese di posizione, per esempio del Presidente della Regione Tondo, che in diverse occasioni ha fatto intendere che la partita sia ormai perduta
Tondo non avverte i pericoli che la nostra terra incontra a causa delle nuove dinamiche economiche che rafforzano di giorno in giorno gli stati contermini di Austria e Slovenia, i quali richiedono una risposta importante in termini di controllo delle leve fiscali finanziarie ed economiche dirette a garantire la competitività delle nostre imprese rispetto a queste economie.

E’ indispensabile uscire dai complessi di sottomissione, rassegnazione e inerzia che hanno caratterizzato finora la classe politica regionale e che ci hanno impedito di portare al massimo tutte le potenzialità presenti nel nostro statuto di autonomia speciale, l’abbiamo avuta e non l’abbiamo saputa usare bene, e acquisire la piena coscienza dei nostri valori e dei nostri diritti.

Gli autonomisti pertanto ribadiscono che:
1.la specialità venga difesa a tutti i livelli e mai messa in dubbio;
2.tutti gli strumenti già esistenti vengano utilizzati al massimo;
3.il livello di specialità venga ulteriormente sviluppato per far fronte in modo efficace ai problemi di conservazione e crescita della nostra comunità e di pronta risposta agli stimoli competitivi provenienti dai nostri vicini.

Il presidente regionale del MAF
Ing. Valeria GRILLO
3356987217, 3357888727
e-mail: v.grillo@tim.eu.blackberry.com

6 settembre 2008

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Costituito formalmente il movimento Autonomista Friulano

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E’ nato il MAF, il Movimento Autonomista Friulano, costituito sulla scia dell’entusiasmo suscitato dai progetti autonomisti che si vanno affermando a livello nazionale, illustrati durante il convegno dello scorso 18 luglio all’hotel Astoria, ove un autorevole rappresentante del MPA di Raffaele Lombardo, l’on Antonio Pappalardo, noto in regione per aver trascorso parecchi anni nelle file dell’Arma dei Carabinieri, ha illustrato i programmi del movimento autonomista sorto in Sicilia e destinato a rafforzare i movimenti autonomisti già esistenti o in via di formazione sul territorio nazionale, a partire dalle regioni a statuto speciale. Da tempo si poneva il problema di una discesa in campo di tanti cittadini e amministratori al fine di tutelare valori e interessi del popolo friulano, che i partiti legati a Roma o a Milano non sono in grado di interpretare e di sostenere perché fortemente legati alle centrali nazionali, che ne hanno cooptato rappresentanti locali sulla base della attuale ignobile legge elettorale che, con l’abolizione delle preferenze, pone tutto nelle mani di pochissimi leader nazionali o padani..

Ha fatto molto scalpore l’ insistenza del ministro Brunetta, subito spalleggiato dal governatore Tondo, per l’abolizione della specialità della Regione, anzichè promuovere la crescita delle regioni ordinarie verso forme di autonomia più elevate. La rozzezza culturale del ministro Brunetta gli impedisce di comprendere quali siano le ragioni intrinseche che giustificano l’esistenza delle regioni speciali. Non si capisce al contrario come Tondo non prenda in mano la bandiera della specialità, che è basata su ragioni tuttora valide anzi sempre più evidenti, e che vengono rivalutate dalla crescita degli stati contermini che grazie alla snellezza dei loro procedimenti decisionali e dell’efficienza delle loro strutture amministrative e fiscali adottano provvedimenti di programmazione economica che penalizzano il sistema delle imprese regionali e che devono essere contrastati con provvedimenti tempestivi che devono nascere da un alto grado di autonomia e che ristabiliscano la competitività del sistema economico friulano.
In un mercato ormai globalizzato e dove le fonti di attrattività dipendono soprattutto dai livelli della fiscalità sul lavoro e sul reddito d’impresa, vi è la necessità di una risposta tempestiva alle variazioni più favorevoli praticate alle imprese dalle amministrazioni confinanti.
Inoltre il Friuli cosi ha l’opportunita’ concreta di essere rappresentato e tutelato non solo in base alle leve fiscali e economiche che una autonomia speciale potenziata deve garantirgli, ma anche in quanto regione in abitata da una comunità linguistica originale che deve trovare gli strumenti e le risorse per rispondere con efficacia ai processi di naturalizzazione e di omologazione, cui a livello europeo si cerca di reagire.

E’ giunto il momento che anche in Friuli esista ed operi un movimento come quelli che hanno fatto le fortune dell’Alto Adige, del Trentino, della Val D’Aosta.

Non è con il federalismo centralistico bossiano bensì con l’affermazione di una più profonda coscienza di autodeterminazione, che va al dila’ del semplice federalismo fiscale e coinvolge invece le leve dell’autogoverno, potremmo valorizzare il territorio e la cultura di questa terra. Si deve costruire una specialità vera giustificata dal fatto che situazioni speciali richiedono condizioni di governo speciali. Autonomia non significa cercare privilegi o creare steccati economico- sociali ma creare le condizioni per una valorizzazione di elementi importanti di ricchezza per l’intero paese e per l’Europa. Se una lingua si spegne ed una comunità si estingue si creano le condizioni per un grave impoverimento sia culturale che sociale.

I friulani devono reagire ad atteggiamenti di rassegnazione o di dipendenza. A tutti chiediamo un contributo per battere coloro che diffondono atteggiamenti di inferiorità o di pessimismo in ordine al diritto dei friulani di rimanere tali, e non una appendice della Penisola o della Padania.

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