VALERIA GRILLO AL CONGRESSO NAZIONALE DEL MOVIMENTO PER L’AUTONOMIA DI RAFFAELE LOMBARDO
28 Feb, 2009 in Comunicati
Un forte intervento di rivendicazione del diritto del Friuli all’autonomia è stato svolto da Valeria Grillo al secondo congresso che si è aperto venerdì pomeriggio a Roma per sancire la trasformazione del Movimento di Raffaele Lombardo in un movimento nazionale di raccolta di tutti i movimenti autonomisti che operano da tempo o stanno sorgendo in tutte le regioni italiane.
Presente all apertura del congresso che con Raffaele Lombardo, leader nazionale delle autonomie, con oltre 3000 persone all’Hotel Marriot a Roma. Presenti illustri ospiti, ha aperto la serata I’ll sindaco Alemanno, presidente del congresso l’on. Scotti, sottosegretario, che sappiamo essere molto vicino alla nostra terra durante la sua visita come anche I’ll sottosegretario Giuseppe Reina che ha gia’ portato al Friuli grandi novita’ per la Gemona Sequals e per migliorare la TAV. Dopo la relazione dell’on. Raffaele Lombardo, convinto che con l’MPA ci sia davvero la rivoluzione del modo di fare politica senza piu’ poltrone o vantaggi per la classe politica ma esxplicitamente per tutti, privilegiando gli ultimi!
Parlando a nome della delegazione friulana la Presidente del Movimento Autonomista Friulano costituito lo scorso agosto ha richiamato i fondamentali passi compiuti dal Friuli per ottenere uno status di elevata autonomia sia dal punto di vista istituzionale che da quello culturale ed economico. Dalla forte azione del dopoguerra di Tiziano Tessitori per ottenere l’inserimento nella Costituzione Repubblicana del 1947 del distacco del Friuli dal Veneto, dal conseguimento del regime di autonomia speciale giustificato dalle speciali condizioni culturali e confinarie del Friuli, allo straordinario impegno posto nelle ricostruzione del Friuli terremotato fondato sull’impegno delle autonomie locali, alla conferma del principio che il Friuli doveva riappropriarsi del diritto di formare in una Università friulana le proprie classi professionali, intellettuali e dirigenti, alla approvazione della legge 482/1999 sulle minoranze linguistiche con la quale si riconosceva giuridicamente al friulano lo status di lingua: tutta una serie di tappe fondamentali dirette a rafforzare l’unità e l’autonomia del Friuli.
Ora queste condizioni corrono grossi pericoli nelle posizioni rinunciatarie della classe politica regionale che appare troppo acquiescente alle posizioni ostili alle autonomia speciali troppo presenti nell’ambito della maggioranza che governa il paese. Come nelle file di questa maggioranza troppo influenti sono le forze che sono culturalmente avverse alle diversità culturali e linguistiche di tante aree del paese.
Il Friuli vanta comunque una importante tradizione autonomistica, e forti aspirazioni a liberarsi dai legami di dipendenza nei confronti dei grandi centri di potere politico ed economico che mal sopportano le diversità e le identità specifiche di una terra. L’autonomismo friulano ha cercato più volte di passare da una ispirazione culturale e da uno stato d’animo diffuso e radicato ad una espressione politica. Ora con la costituizione e l’estensione sul territorio nazionale dell’MPA le forze autonomistiche friulane non si sentono più sole, ma legate ad un vasto e diffuso movimento che consentirà al Friuli di esprimere una forza politica autonomista, forte e determinata a contrastare le posizioni rinunciatarie e pragmatistiche proprie delle classi politiche e dirigenti che ora dominano la Regione. Il Friuli saprà esprimere degli anticorpi nei confronti di chi opera per il suo dissolvimento, per la scomparsa della sua lingua, per l’asservimento della sua economia ai grandi centri di potere. Il Friuli saprà essere a fianco di Raffaele Lombardo che ha già saputo riscattare la Sicilia e tanti aneliti all’autonomia nella varie regioni italiane. Un impegno forte dovrà essere espresso dai giovani, dalle donne, dagli amministratori che vogliono essere soggetti attivi per la costruzione di movimenti autonomisti locali, senza dei quali il federalismo rimarrà un esercizio di ingegneria istituzionale e fiscale, ma non lo strumento per far crescere dal basso le comunità regionali.
Roma, 27 febbraio 2009-02-27
Ufficio Stampa
Movimento Autonomista Friulano
335.6987217
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