Centrale a biomasse – Pontebba (UD)

in Comunicati

La costruzione di una centrale a biomasse delle dimensioni proposte all’Amministrazione Comunale di Pontebba (49,9mwt – 140.000 tonnellate di legna annue da bruciare) e .approvata dalla stessa in sede di consiglio disattendendo in toto alle indicazioni fornite dalla convenzione di Aarhus, comporta conseguenze, la cui importanza è notevolmente sottovalutata da chi propone l’impianto e i cui effetti non saranno visibili nel breve periodo.

Il controllo della dispersione delle nano particelle derivanti dalla combustione è un problema al quale la tecnologia non ha ancora dato soluzione: esse sono talmente piccole che non esistono filtri in grado di intercettarle e di impedirne la diffusione nell’aria.

Queste sostanze si disperdono nell’ambiente circostante, e, grazie alle piogge e “a seconda della direzione dei venti”, si depositano, vengono inalate, entrano nel sangue, contaminano l’erba che mangiano le mucche (e quindi il loro latte), ciò che beccano le galline (e quindi le loro uova), l’insalata nell’orto… insomma entrano nella catena alimentare e alla fine possono pregiudicare in modo serio la salute della gente.

Di piu’: la produzione di particolato derivante dalla combustione di legna risulta essere di cento volte superiore in rapporto a combustibili come gasolio e metano.

Una questione che tocca il territorio e che sicuramente avrà ripercussioni sulle future generazioni.

La costruzione della maxicentrale, causerebbe il declino del nostro territorio. Per ottenere nel breve periodo qualche posto di lavoro in più, si rischia di perderne a decine nel prossimo futuro. Ha senso?

Ci chiediamo: l’idea di costruire una centrale delle dimensioni proposte, non fa a pugni con le concezioni che sono alla base del programma di valorizzazione turistica del territorio di Pontebba che l’amministrazione perseguiva?

la capacità di attrazione turistica, fondata principalmente sulla qualità dell’aria e dell’ambiente, non ne sarebbe fortemente compromessa?

Quali sarebbero le conseguenze per le piccole aziende artigiane locali, soprattutto edili, che vivono anche sul lavoro commissionato da villeggianti ? E per i piccoli esercizi commerciali e per i ristoranti?

L’amministrazione di Pontebba pare non aver fatto una preventiva analisi in termini di costi e benefici, tenendo conto di tutti questi aspetti.

I benefici derivanti dalla eventuale costruzione della maxicentrale sarebbero esclusivamente di natura finanziaria a vantaggio dei costruttori dell’impianto, i quali, non dimentichiamolo, oltre a poter usufruire dell’incentivo derivato dai certificati verdi, venderebbero l’energia prodotta direttamente in rete, senza alcun vantaggio diretto per gli abitanti locali.

E poi: A parte il Comune di Pontebba, quanti e quali sarebbero gli altri comuni della Valcanale-Canal del ferro che potrebbero veder limitata la possibilità di esaltare la qualità del loro ambiente e delle loro produzioni a causa delle emissioni costanti di una ciminiera da 3500 quintali di legna al giorno?

Giorgio Gabriele Lodolo
componente direttivo M.A.F.

mail: info@valcanale.com

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