Valeria Grillo sulle affermazioni di Calderoli

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Le affermazioni del ministro Calderoli sulla “politica doppia dell’UDC” che si trova in minoranza al Governo ma nelle giunte regionali di FVG Lombardia e Veneto, sono la riconferma che le decisioni arrivano sempre e solamente dalle sedi centrali, bypassando le anime locali.

Lo afferma in una nota Valeria Grillo candidata alle Europee con la Lista L’Autonomia.
Una grossa menomazione dunque all’autonomia dei partiti regionali le dichiarazioni dell’esponente del Carroccio, partiti che si fanno soggiogare da volontà e prese di posizione che arrivano da lontano a dimostrazione che l’autonomia anche della Lega è solo sulla carta.
Per questo – afferma la Grillo – rafforzando l’autonomia anche politica ma soprattutto decisionale, si caratterizza quel senso di appartenenza a un popolo e a una cultura che solamente la sua gente può capire e farselo proprio. Decidere per gli altri è atto di coercizione grave ma soprattutto di sopravvalicare quei principi di identità e di pensiero proprie della terra in cui si vive e si produce.

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VALERIA GRILLO CANDIDATA PER IL PARLAMENTO EUROPEO

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VALERIA GRILLO  È candidata per il Parlamento Europeo per la circoscrizione Nord-Est (Friuli, Veneto, Trentino-Alto Adige, Emilia-Romagna) in rappresentanza del FRIULI.

VALERIA GRILLO

È candidata per il Parlamento Europeo per la circoscrizione Nord-Est (Friuli, Veneto, Trentino-Alto Adige, Emilia-Romagna) in rappresentanza del FRIULI.

La lista è quella che è stata promossa dal Movimento per le Autonomie, che ha raccolto altre forze politiche nell’intento di superare la soglia del 4% che la Casta ha voluto imporre per impedire la crescita e il consolidamento dei movimenti autonomisti che in tutte le regioni si stanno organizzando per creare un’alternativa al falso federalismo dei partiti centralisti di Roma e di Milano.

E’ importante che il candidato autonomista riceva i voti di tutti gli autonomisti.

Il voto per l’autonomia friulana si esprime segnando con una croce il simbolo dell’AUTONOMIA e scrivendo a fianco il cognome della nostra candidata GRILLO

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VALERIA GRILLO IN VIDEO CONFERENZA CON ROMA PARLA DI PARI OPPORTUNITA’ DIELLA LIBERA CONCORRENZA DELLE IDEE

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Nella sede della Regione di Trieste in  sala Tessitori si è svolta  la videoconferenza che ha sancito la nascita della “Piattaforma delle idee delle donne  per una libera concorrenza delle idee”, in collegamento con le sedi di Confindustria di Roma e di  Lecce.  L’iniziativa, promossa dall’Associazione Sono Donna Scelgo Donna, è stata presentata dalla presidente dell’associazione Architetto Alessandra Battellino, dall’Avvocato Ilaria Celledoni, già vicepresidente del Corecom e dalla funzionaria regione FVG Enrica Avian. Tra le autorità presenti  la coordinatrice regionale del Maf Ingegnere Valeria Grillo.

“E’ un progetto che nasce dalla consapevolezza dei limiti di genere presenti in ogni ambito” ha detto in apertura della videoconferenza Alessandra Battellino che ha poi spiegato le dinamiche e gli obiettivi dell’iniziativa. “ La piattaforma delle donne  per una libera concorrenza delle idee vuole fornire indicazioni e orientamenti alle  donne: è un progetto   che pecca, in maniera virtuosa, poiché basata su valori reali e concreti, di idealismo. Si tratta di un’impresa ambiziosa che necessita di fondazioni sicure: si immagini una struttura  a travi continue che possono collegare i vari pilastri e cioè i singoli progetti. Non si vuole costruire una rete che facilmente di smagli, ma ben più forte, capace di proporre un nuovo modello “idea donna”, obiettivo perseguibile attraverso diversi strumenti (la formazione, la valorizzazione delle carriere femminili, individuando i coefficienti di arresto e demolendoli, la costruzione di una banca dati di professionalità.)”  Illustrando il progetto la Battellino si è soffermata sull’evoluzione che lo stesso avrà in ambito europeo fino a diventare  una piattaforma transnazionale per la libera circolazione delle idee

“La struttura studiata è elastica di tipo clanico-tribale senza un collegamento gerarchico che rischi di degenerare in una struttura a piramide”ha specificato la ex consigliera regionale.

Nel suo intervento da Roma,  la Dottoressa Vanda Montanelli, vicepresidente dell’Onerpo (osservatorio nazionale europeo per il rispetto delle pari opportunità) ha definito “ottima” l’idea presentata dalla Battellino, ha messo a disposizione della neo struttura gli  stati di avanzamento di ricerca dell’osservatorio e si è dimostrata favorevole a crearne di nuovi per rafforzare il progetto. Sempre da Roma l’onorevole Sandra Cioffi, del MPA il movimento per l’autonomia di Raffaele Lombardo nel quale Valeria Grillo è membro della direzione nazionale del partito, ha evidenziato  la necessità, in ambito economico, di una internazionalizzazione dei prodotti femminili e , in ambito politico, di una maggiore rappresentanza di genere. Il  Comitato delle donne di Confindustria di Lecce ha messo in rapporto il network creato dal comitato stesso tra le industriali pugliesi e quanto si prefigge di fare  la  piattaforma  sottolineando la  necessità di adottare, dove possibile, la scelta di genere.

“E’ un  progetto molto ampio ma con due obiettivi ben precisi:  il primo è la certificazione della costituzione del progetto, costituzione di un metodo che permetta di adire ai fondi europei. Il secondo  sviluppare la certificazione delle carriere al femminile” ha specificato la Celledoni. Nei saluti finali la Battellino ha dato appuntamento a fine giugno a San Daniele per fare il punto sugli sviluppi del progetto.

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BLOCCARE GLI ATTACCHI ALLA SPECIALITA’

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Brunetta e Galan ci riprovano con gli attacchi alla specialità. Che tali attacchi si ripetano e che la classe politica regionale risponda in modo flebile da parte della maggioranza o con toni critici meramente strumentali da parte della opposizione, dimostra la carenza di una linea strategica per non solo difendere ma anche rafforzare il regime di autonomia speciale. A parte le contingenze specifiche, i motivi per cui a tali regioni fu garantito un regime di autonomia differenziata, rimangono in tutta la loro attualità. La posizione confinaria, anche marittima, ma soprattutto la permanenza di una specificità culturale e linguistica, sono le vere giustificazioni, che pongono tali regioni nelle condizioni di difendere se stesse, e quindi l’intero paese, dalle spinte competitive degli stati contermini, e allo stesso tempo di conservare, valorizzare e sviluppare le proprie specificità linguistiche. Se la lingua francese si spegnesse nella Valle d’Aosta, se il tedesco e il ladino dovessero scomparire dalle valli dolomitiche, se il friulano e le parlate slave e tedesche si estinguessero nella montagna e nella pianura friulane, l’Italia sarebbe più povera.

La classe politica regionale, priva di progetti e di slanci ideali, intrisa di una cultura della sottomissione ai grandi centri di potere milanesi e romani, con i suoi atteggiamenti riduttivistici offre buone ragioni ai politici veneti di attaccare con insistenza la specialità. Se le risorse prodotte dal nostro sistema economico, non vengono utilizzate per le finalità insite nella specialità, hanno ragione i veneti, i lombardi e i piemontesi a gridare ai privilegi e agli sprechi. Bisogna comprendere che le nostre specificità culturali devono essere sostenute con strumenti politici ed economici adeguati, che nascono da una più piena utilizzazione sul nostro territorio.

Pertanto gli autonomisti friulani rivolgono un forte, duplice appello. Alla gente a mobilitarsi per la difesa della nostra autonomia. Alla classe politica e alle istituzioni ad operare una forte saldatura con le altre regioni a statuto speciale, senza fare improprie e pericolose distinzioni tra specialità del nord e specialità del sud. Solo uniti si battono le velleità centralistiche e omologatrici dei grandi ambienti del potere politico ed economico.

 

Ing. Valeria Grillo

Movimento Autonomista Friulano

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Un modello per la ricostruzone

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Il disastro dell’Abruzzo, che ha scosso profondamente tutti, ma soprattutto i friulani, ci consente di fare due considerazioni di fondo. Innanzitutto va detto che se vi è un momento nel quale sono emerse con tutta evidenza le qualità del popolo friulano, è quello del sisma del 1976, quando tutta una comunità si è raccolta immediatamente intorno a coloro che erano stati vittime della tremenda scossa del 6 maggio e si è data da fare per rimuovere le ferite inferte. L’orgoglio di essere friulani, di essere capaci di riprendere in mano il proprio futuro, di essere portatori di una cultura originale  in tanti aspetti a cominciare dalla lingua, ha avuto un importante impulso in quei mesi. La seconda considerazione è che il modello Friuli ha avuto successo, tanto da essere citato come esempio nel mondo in quanto si è basato su alcune scelte fondamentali, prime fra tutte quella della piena responsabilizzazione delle comunità locali. Non una ricostruzione fondata sulle scelte degli apparati centrali dello Stato, non la decisione di sradicare le comunità per portarle in nuove città artificialmente ideate e progettate e costruite, ma la scelta a favore del sistema insediativo esiste, la decisione di privilegiare la ricostruzione del sistema produttivo, in modo da garantire il mantenimento sul luogo della gente (“prima le fabbriche e poi le case e le chiese”), e soprattutto la scelta di fondo di attribuire alla Regione e ai Comuni il compito di provvedere alla ricostruzione. Il Modello Friuli è stato il trionfo dell’autonomia, il successo di una impostazione che premia l’impegno degli amministratori eletti, e quindi controllati, dalla gente, il rifiuto di impostazioni centralistiche le quali, se hanno un senso nell’emergenza, hanno risultati devastanti nella fase della ricostruzione. La terza considerazione è che se il Friuli si è ripreso rapidamente è perchè ha potuto contare sulla solidarietà nazionale, da cui sono derivate le ingenti risorse che hanno consentito una rapida ricostruzione. Autonomia non significa isolamento. In nessun altro momento sono emerse con tanta evidenza le virtù salutari dell’autonomia, che consente di liberare energie, di responsabilizzare i soggetti, di concepire nuovi itinerari di crescita, di creare nuovi strumenti di sviluppo.

Valeria Grillo – Presidente del Movimento Autonomista Friulano –

Fonte: E Polis

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