Giornata di aggiornamento per consiglieri comunali di liste civiche, indipendenti e autonome

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Sabato 13 dicembre ore 14,30, nella Sala del Ristorante “Al Mulino” di Glaunicco in Comune di Camino al Tagliamento, a sud di Codroipo, si tiene la prima giornata di aggiornamento dei consiglieri comunali organizzata dall’Associazione per l’Autonomia del Friuli “Identità e Innovazione”. L’incontro è aperto anche ad amici comunque interessati al tema. Per informazioni rivolgersi a 335/7888727 o a 349/1932449.

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Strassoldo Guzzanti – L’UNIVERSITA’ NON PUO ESSERE COINVOLTA DA SPECULAZIONI E SCONTRI POLITICI. UN APPELLO AI LAUREATI FRIULANI

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L’UNIVERSITA’ NON PUO ESSERE COINVOLTA DA SPECULAZIONI E SCONTRI POLITICI. UN APPELLO AI LAUREATI FRIULANI

Appare grave che l’Università diventi sede delle esibizioni di un personaggio, la Guzzanti, che già nella manifestazione di Piazza Navona si è esibita in pesanti e per nulla divertenti insulti nei confronti di tutte le alte cariche dello Stato ed anche della cristianità. Non si è trattato di ospitare un dibattito anche vivace sulle attuali condizioni dell’Università o del Paese, con la partecipazione delle rappresentanze di chi sta al governo e di chi è stato cacciato all’opposizione, ma si è voluto offrire una cornice rappresentativa alle squallide esternazioni di un personaggio la cui qualità, condita di parolacce e insulti, tutti hanno potuto già considerare nelle televisioni nazionali.

L’Università che i friulani hanno voluto con tanta forza e che sentono propria non può essere coinvolta in strumentalizzazioni di chi è stato sconfitto alle elezioni e che tenta in ogni modo di riemergere. Ma soprattutto l’Università non deve fornire motivi per giustificare i tentativi che il blocco di potere milanese pone in essere contro le piccole e giovani università, contro le sedi che portano il sapere e la ricerca sul territorio, che si cerca di colpire con una incredibile campagna mediatica volta a screditarne il ruolo e la qualità per colpire con i tagli e i blocchi delle assunzioni quanto vi è di meglio nel sistema universitario italiano.

L’Università friulana ha bisogno di autonomia, ma non vi è autonomia se non vi sono le risorse necessarie a sostenerne gli sforzi per migliorare la didattica e la ricerca, e per impedire che i giovani friulani debbano prendere forzatamente la strada dell’emigrazione, come un tempo. Va lanciato un appello alle migliaia di giovani friulani che si sono laureati a Udine e che vanno dando un potente contributo al rafforzamento dell’economia friulana , affinché si stringano intorno al loro Ateneo, pretendano che lo Stato e la Regione garantiscano le stesse risorse di cui godono le Università storiche della Venezia Giulia, del Veneto, della Lombardia e delle altre regioni italiane. E soprattutto si deve chiedere che l’Università mantenga la propria autonomia rispetto ai potentati politici ed economici, per dare una risposta unita alla volontà di crescita della comunità friulana.

Ing. Valeria Grillo

Presidente del Movimento Autonomista Friulano

e-mail: info@movimentoautonomistafriulano.org/

Cell. 335/7888727

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Brunetta e I fannulloni.. Precursore la Grillo

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“Sono cose che io ho detto quando ero Vicepresidente del consiglio Provinciale di Udine, suscitando larghi consensi da parte dell’opinione pubblica, malgrado gli attacchi dei sindacati aizzati dai partiti contro un esponente autonomista. Ora i fatti mi danno ragione. Lo dissi piu’ di un anno fa e fui attaccata dai sindacati.. ” Cosi afferma Grillo, precursore di batture gia’ dette qui in Regione, continua affermando che “Vorrei dire che I fannulloni sono e di destra e di sinistra, perche’ vi sono esempi concreti di politici di destra che qui in Regione e in Provincia hanno piazzato le loro figure protette e una volta sedute dietro le scrivanie pubbliche non ci e’ dato da sapere quanto restituiscano al proprio datore di lavoro, quindi al cittadino!”
Brunetta dopo tanta comunicazione e una obiettiva riduzione dell’assenteismo pero’ invece che prendersela con i sindacati attribuendo alla sinistra le responsabilità di una pesante situazione, pensi ad una riforma profonda della pubblica amministrazione. Si può rimanere chiusi in ufficio e occuparsi tutto il giorno di videogiochi al computer, o leggere il giornale, o chiacchierare nei corridoi. Bisogna invece operare una profonda rivisitazione e semplificazione delle normative, introdurre procedure semplici e controllabili, e soprattutto incidere sui dirigenti. Se i dipendenti non sanno che cosa fare, o non hanno direttive precise, o non sono controllati, questa è tutta responsabilità di molti dirigenti, che a loro volta non sono controllati e spesso neanche assessori, sindaci e presidenti possono controllare, oppure si limitano rendendo loro servizi di bassa cucina. Per la nostra Regione, facendo conto sull’autonomia di cui dispone, è necessario introdurre rigorose forme di valutazione dei dirigenti (quelle in vigore sono una barzelletta) e, per migliorare il livello qualitativo degli stessi, istituire una Scuola per la Pubblica Amministrazione attingendo alle risorse tecnico-scientifiche delle Università, e alle migliori esperienze straniere.

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LA GRILLO PARLANTE TPN 13.11.2008

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D. Alle elezioni provinciali di Trento ha vinto il centro sinistra, con un forte apporto dell’autonomismo. Come vede i risultati di domenica scorsa?

R. Come il Friuli, anche il Trentino rappresenta una area dove sono assai forti i legami con il territorio e con una tradizione di autogoverno delle comunità locali assai forte, cui si lega una presenza di minoranze linguistiche, che, se non sono forti come in Friuli, sono comunque di notevole significato. Anche in una parte del Trentino si parla una lingua assai simile a quella friulana, il ladino e in talune parti anche dialetti tedeschi.

Le elezioni hanno dimostrato parecchie cose: 1) che, salvo rare eccezioni, con un candidato leghista è difficile superare le diffidenze di tanti elettori moderati verso una forza politica estremista e centralistica, ove tutto viene deciso a Milano e in funzione di una Padania che non esiste, e comunque nella quale Trentini e Friulani non si riconoscono: e così la Lega è passata dal 16% di primavera al 14% di oggi; 2) che senza gli autonomisti in regioni a forte tradizione di autonomia non si vince: il Presidente uscente Delai ha vinto con una propria lista, Uniti per il Trentino (18%), con il Partito Autonomista Trentino Tirolese (3 seggi, 8,5%) e con l’Unione Autonomista Ladina (1 seggio, 1,2%); 3) il successo di Delai si spiega anche con i forti attacchi che i gruppi di potere milanesi e veneti hanno lanciato in questi mesi e in questi giorni contro le Regioni a statuto speciale (vedi i vari Brunetta, ecc), e che Delai ha posto ben in evidenza, ricevendo una importante risposta dalla gente; 4) la rozzezza delle posizioni centralistiche, aziendalistiche e livellatrici proprie di segmenti importanti del centro destra ha l’effetto di spingere verso sinistra gli autonomisti moderati che sono naturalmente orientati alle posizioni del partito popolare europeo e che hanno portato il Partito della Libertà di Berlusconi e Fini al 12,26 %. Le elezioni del Trentino hanno anche molto da insegnare ad una classe politica regionale di centro destra che è stata miracolata in primavera dallo scontro Berlusconi – Veltroni, ma che rischia di perdere consensi se non si pone lungo la strada di una piena valorizzazione della nostra specialità.

D. Gli industriali lanciano l’allarme sulla possibilità che i processi di delocalizzazione e quindi di impoverimento del sistema economico friulano possano accentuarsi, a causa sia della inefficienza dell’apparato amministrativo regionale sia della mancanza di progettualità da parte di chi governa la regione. Cosa ne pensa?

R. L’inefficienza della regione è sotto gli occhi di tutti. Una Regione con meno di 1 milione e 200 mila abitanti ha oltre 3 mila dipendenti, quanti ne ha il Veneto con quattro volte tanti abitanti. Bisogna procedere ad una profonda riforma della regione, che si muova in tre direzioni: una forte semplificazione delle vessatorie normative regionali, un coraggioso trasferimento di competenze dalla Regione alle Province e ai Comuni, il riconoscimento di un dato di fatto, che in Regione vi sono due comunità, la friulana che comprende il Goriziano, l’Udinese, la Montagna e il Pordenonese, e la triestina, che hanno caratteristiche, interessi e cultura profondamente diverse. Se ne deve prendere atto.

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DIFENDERE L’UNIVERSITA’ DEL FRIULI DAGLI ATTACCHI DELLA CASTA POLITICA REGIONALE: UN PROGRAMMA DI SVILUPPO PER L’UNIVERSITA’ E LA RICERCA

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Il Movimento Autonomista Friulano chiama a mobilitazione i friulani contro gli attacchi che provengono dalla casta politica regionale fortemente condizionata da interessi triestini e da una più generale manovra che proviene dal blocco di interessi politici ed economici lombardi che in questo momento governa il paese, per indebolire l’università italiana, che è certamente bisognosa di riforme ma che soprattutto deve esser tolta dall’attuale condizione di grave sottofinanziamento rispetto a quanto avviene in altri paesi. Alcuni gravi dichiarazioni dell’Assessore Regionale all’Istruzione, la triestina Rosolen, in ordine ai doppioni, alla necessità di costruire un nuovo inutile carrozzone costituito dalla Fondazione, all’inutilità di costruire una biblioteca di giurisprudenza, quando ne esiste già una a Trieste, alla unificazione dei due Enti regionali allo studio, all’unificazione delle aree di ricerca, dimostra come certe aspirazioni a mantenere in condizioni di sudditanza il Friuli, da sempre nutrite dalla parte più arretrata della classe politica triestina, cercano di riemergere nell’ambito dell’attuale Giunta Regionale.

La istituzione dell’Università del Friuli rappresenta una tappa fondamentale nei processi di liberazione del Friuli da vincoli di dipendenza dall’esterno, un motivo di grande orgoglio per i friulani per aver contribuito a costruire una delle Università più qualificate d’Italia, un fattore potente per la crescita del suo tessuto economico e del suo sistema culturale. In luogo di inseguire sogni di rivincita destinati ad infrangersi contro le convinzioni dei friulani e gli interessi di tante famiglie che senza l’Università di Udine non avrebbero potuto far studiare i propri figli, si chiede alla Regione di impegnarsi fortemente per:

a) sostenere finanziariamente l’Università non solo per progetti di ricerca e interventi infrastrutturali, ma anche con interventi di parte corrente, per far fronte alle storiche condizioni di sottofinanziamento che fin dagli inizi degli anni Novanta ha indebolito le prospettive di crescita dell’Ateneo udinese, seguendo l’esempio delle Province autonome di Trento e di Bolzano che intervengono in modo importante a favore dei bilanci dei rispettivi Atenei;

b) difendere e valorizzare l’autonomia dell’Università, in un quadro di seria programmazione
dello sviluppo del sistema universitario regionale, che ha già uno strumento, che la Regione
non ha saputo utilizzare, nel Comitato Regionale di Coordinamento;

c) potenziare il ruolo che la Legge ha già attribuito all’Università di Udine, quale strumento di
di sviluppo e di crescita di iniziative di formazione e di ricerca dirette a valorizzare la identità linguistica, storica e culturale del Friuli, assegnando specifici finanziamenti per la formazione di una classe di insegnanti in grado di insegnare nelle scuole di ogni ordine e grado la lingua friulana e le lingue delle altre minoranze; anche in questo caso l’esempio
viene dalle altre Regioni a statuto speciale (si veda ad esempio la Sardegna, per non parlare dell’Alto Adige e della Val d’Aosta); gli strumenti già esistenti, che pongono l’Università in competizione con associazioni e cooperative che operano nel settore per acquisire scarse risorse, vanno assolutamente superati;

d) valorizzare l’azione del Consorzio Universitario del Friuli, come istituzione collaterale di
sostegno dell’Università, nelle sue attività a favore delle linee di sviluppo del territorio
friulano; in luogo di istituire nuovi carrozzoni come la ipotizzata Fondazione, senza alcuna giustificazione perché non in grado di mobilitare risorse finanziarie che non siano quelle
pubbliche, si tratta di rafforzare l’azione di un ente rappresentativo degli enti locali delle
province di Udine, Gorizia e Pordenone;

e) rafforzare l’azione dell’Ente Regionale al Diritto allo Studio di Udine, che con organici
contenuti svolge un ottimo servizio agli studenti, che andrebbe potenziato con nuove risorse,
rinunciando ai ricorrenti tentativi di costituire un Ente unico, che avrebbe il duplice risultato
di esportare a Udine le inefficienze dell’Ente triestino e di riununciare ad un servizio su
costruito su misura delle esigenze degli studenti dell’Università friulana;

f) favorire lo sviluppo del Parco Scientifico e Tecnologico di Udine, che va posto in rete con
i poli tecnologici di Amaro, di Pordenone e di Gorizia, al fine di costruire un potente fattore di trasferimento tecnologico e di crescita innovativa per il sistema produttivo friulano, spezzando ogni legame di dipendenza con l’Area di Ricerca giuliana, che ha altre caratteristiche e funzioni, con la quale si può collaborare e cercare forme di coordinamento, ma senza alimentare pretese di primazia o di unicità di riferimento con la Regione.

L’Università, malgrado gli attacchi della stampa e della classe politica nazionale, e i tentativi di rivincita di gruppi politici triestini che non si rassegnano ai processi di crescita innescati dall’Ateneo friulano, e ormai condannati definitivamente dalla storia, deve riprendere slancio migliorando le sue attività didattiche, accrescendo le sue iniziative di ricerca, rendendole più funzionali agli itinerari di sviluppo del Friuli, che deve essere inserito meglio nei grandi circuiti internazionali della innovazione e della ricerca.

Per fare questo deve essere circondata da un clima di solidarietà della comunità e sostenuta con adeguate risorse finanziarie, che a Udine sono sempre state utilizzate con senso di responsabilità e vontà di sostenere la crescita della comunità.

Udine, Trentennale dell’Università del Friuli

Movimento Autonomista Friulano
info@movimentoautonomistafriulano.org/
cell. 335/7888727

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