Si al federalismo fiscale ma sviluppo dell’autonomia differenziata

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Si al federalismo fiscale ma sviluppo dell’autonomia differenziata. La linea di pensiero politico del nuovo movimento autonomista friulano MAF in ordine alla riforma federalista dello stato si traduce nella convinzione che la specialità della nostra regione non solo deve essere salvaguardata perché da’ risposte speciali a una situazione speciale, ma va ulteriormente sviluppata in modo da porre le competenze e le risorse della nostra regione a livello di quello delle altre regioni ad autonomia differenziata.

Taluni orientamenti originati dalle regioni a statuto ordinario di cui il Ministro Brunetta, seguito dai vertici politici di questa regione, si fa interprete, diretti a cogliere l’occasione dalla riforma federalista, per eliminare il regime di specialità che viene visto come un ingiustificato privilegio, vanno con forza combattuti e respinti con una grande alleanza con le forze autonomiste di tutta le regioni a statuto speciale.

Va fatto saltare il prevedibile disegno di svuotare la specialità attraverso una riduzione delle risorse effettivamente attribuite alla nostra regione, come anche la possibilità che ad un aumento delle risorse attribuite attualmente alle regioni corrisponda un massiccio trasferimento di competenze i cui costi siano superiori alle risorse aggiuntive. In definitiva la riforma del federalismo fiscale potrebbe essere utilizzata per realizzare importanti economie di spesa e rilevanti tagli alla spesa pubblica. Nelle attuali difficili condizioni della finanza pubblica, è probabile che la riforma federalista rimanga mera apparenza o, peggio, uno strumento per togliere risorse reali alle regioni..

In questo quadro va constatato che finalmente giunge una parola seria da parte dell’on.. Gottardo, che si schiera apertamente per la difesa ed anzi per lo sviluppo della specialità, a differenza di altre prese di posizione, per esempio del Presidente della Regione Tondo, che in diverse occasioni ha fatto intendere che la partita sia ormai perduta
Tondo non avverte i pericoli che la nostra terra incontra a causa delle nuove dinamiche economiche che rafforzano di giorno in giorno gli stati contermini di Austria e Slovenia, i quali richiedono una risposta importante in termini di controllo delle leve fiscali finanziarie ed economiche dirette a garantire la competitività delle nostre imprese rispetto a queste economie.

E’ indispensabile uscire dai complessi di sottomissione, rassegnazione e inerzia che hanno caratterizzato finora la classe politica regionale e che ci hanno impedito di portare al massimo tutte le potenzialità presenti nel nostro statuto di autonomia speciale, l’abbiamo avuta e non l’abbiamo saputa usare bene, e acquisire la piena coscienza dei nostri valori e dei nostri diritti.

Gli autonomisti pertanto ribadiscono che:
1.la specialità venga difesa a tutti i livelli e mai messa in dubbio;
2.tutti gli strumenti già esistenti vengano utilizzati al massimo;
3.il livello di specialità venga ulteriormente sviluppato per far fronte in modo efficace ai problemi di conservazione e crescita della nostra comunità e di pronta risposta agli stimoli competitivi provenienti dai nostri vicini.

Il presidente regionale del MAF
Ing. Valeria GRILLO
3356987217, 3357888727
e-mail: v.grillo@tim.eu.blackberry.com

6 settembre 2008

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Costituito formalmente il movimento Autonomista Friulano

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E’ nato il MAF, il Movimento Autonomista Friulano, costituito sulla scia dell’entusiasmo suscitato dai progetti autonomisti che si vanno affermando a livello nazionale, illustrati durante il convegno dello scorso 18 luglio all’hotel Astoria, ove un autorevole rappresentante del MPA di Raffaele Lombardo, l’on Antonio Pappalardo, noto in regione per aver trascorso parecchi anni nelle file dell’Arma dei Carabinieri, ha illustrato i programmi del movimento autonomista sorto in Sicilia e destinato a rafforzare i movimenti autonomisti già esistenti o in via di formazione sul territorio nazionale, a partire dalle regioni a statuto speciale. Da tempo si poneva il problema di una discesa in campo di tanti cittadini e amministratori al fine di tutelare valori e interessi del popolo friulano, che i partiti legati a Roma o a Milano non sono in grado di interpretare e di sostenere perché fortemente legati alle centrali nazionali, che ne hanno cooptato rappresentanti locali sulla base della attuale ignobile legge elettorale che, con l’abolizione delle preferenze, pone tutto nelle mani di pochissimi leader nazionali o padani..

Ha fatto molto scalpore l’ insistenza del ministro Brunetta, subito spalleggiato dal governatore Tondo, per l’abolizione della specialità della Regione, anzichè promuovere la crescita delle regioni ordinarie verso forme di autonomia più elevate. La rozzezza culturale del ministro Brunetta gli impedisce di comprendere quali siano le ragioni intrinseche che giustificano l’esistenza delle regioni speciali. Non si capisce al contrario come Tondo non prenda in mano la bandiera della specialità, che è basata su ragioni tuttora valide anzi sempre più evidenti, e che vengono rivalutate dalla crescita degli stati contermini che grazie alla snellezza dei loro procedimenti decisionali e dell’efficienza delle loro strutture amministrative e fiscali adottano provvedimenti di programmazione economica che penalizzano il sistema delle imprese regionali e che devono essere contrastati con provvedimenti tempestivi che devono nascere da un alto grado di autonomia e che ristabiliscano la competitività del sistema economico friulano.
In un mercato ormai globalizzato e dove le fonti di attrattività dipendono soprattutto dai livelli della fiscalità sul lavoro e sul reddito d’impresa, vi è la necessità di una risposta tempestiva alle variazioni più favorevoli praticate alle imprese dalle amministrazioni confinanti.
Inoltre il Friuli cosi ha l’opportunita’ concreta di essere rappresentato e tutelato non solo in base alle leve fiscali e economiche che una autonomia speciale potenziata deve garantirgli, ma anche in quanto regione in abitata da una comunità linguistica originale che deve trovare gli strumenti e le risorse per rispondere con efficacia ai processi di naturalizzazione e di omologazione, cui a livello europeo si cerca di reagire.

E’ giunto il momento che anche in Friuli esista ed operi un movimento come quelli che hanno fatto le fortune dell’Alto Adige, del Trentino, della Val D’Aosta.

Non è con il federalismo centralistico bossiano bensì con l’affermazione di una più profonda coscienza di autodeterminazione, che va al dila’ del semplice federalismo fiscale e coinvolge invece le leve dell’autogoverno, potremmo valorizzare il territorio e la cultura di questa terra. Si deve costruire una specialità vera giustificata dal fatto che situazioni speciali richiedono condizioni di governo speciali. Autonomia non significa cercare privilegi o creare steccati economico- sociali ma creare le condizioni per una valorizzazione di elementi importanti di ricchezza per l’intero paese e per l’Europa. Se una lingua si spegne ed una comunità si estingue si creano le condizioni per un grave impoverimento sia culturale che sociale.

I friulani devono reagire ad atteggiamenti di rassegnazione o di dipendenza. A tutti chiediamo un contributo per battere coloro che diffondono atteggiamenti di inferiorità o di pessimismo in ordine al diritto dei friulani di rimanere tali, e non una appendice della Penisola o della Padania.

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A TRENTO INCONTRO FRA IL PATT – Partito Autonomista Trentino Tirolese e IL MAF, MOVIMENTO AUTONOMISTA FRIULANO

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Il 29 agosto 2008 gli autonomisti friulani del neocostituito MAF hanno fatto visita al PATT.

Guidati dal Presidente Valeria Grillo, i membri del comitato dei costituenti hanno incontrato i vertici del partito autonomista Ugo Rossi, il Presidente Walter Kaswalder, Franco Panizza, Dario Pallaoro e Caterina Dominici.

In vista della assemblea costituente prevista per il prossimo ottobre, cui sarà  presente una delegazione del PATT gli autonomisti friulani hanno voluto conoscere da vicino la realtà  di un partito autonomista come il PATT che esiste da 60 anni nel contesto di una autonomia speciale molto simile a quella friulana.

Sono stati ovviamente affrontati i temi del federalismo fiscale e della necessità che le Autonomie speciali debbano essere salvaguardate.

Anche per questo in Friuli è nato questo movimento autonomista totalmente indipendente dai partiti romani e padani che non possono certo. garantire la difesa della Autonomia.

Sono state fatte comuni valutazioni sulla importanza che i movimenti autonomisti sappiano mantenere totale indipendenza dai partiti nazionali anche se le leggi elettorali del Friuli come del Trentino costringono a fare alleanze.

Caterina Dominici, nel corso dell’incontro, ha evidenziato le comunanze con il popolo friulano, focalizzandosi sulla ladinità  che accomuna anche nonesi e friulani e ipotizzando azioni comuni per il riconoscimento dello status di minoranza linguistica.

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