Sfida al Presidente leghista (padano) da parte del MAF (Movimento Autonomista Friulano): rilanciare l’identità friulana mediante azioni concrete

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La Provincia di Udine deve riprendere concretamente le iniziative a favore della promozione della lingua friulana in tutto il territorio provinciale e in tutti i settori in cui l’Amministrazione può intervenire direttamente o indirettamente. Il recente giudizio della gente sull’Amministrazione Provinciale in tema di politiche linguistiche e di promozione delle identità sono il riflesso di quanto la precedente amministrazione di centro destra a guida autonomista aveva realizzato sul territorio provinciale in merito alle politiche linguistiche.

La costituzione di una apposita unità operativa per la promozione delle identità, la produzione di un telegiornale quotidiano in lingua friulana, l’impulso all’uso del friulano nelle amministrazioni comunali e più in generale territoriali, la friulanizzazione della segnaletica stradale per cui 1261 km di strade provinciali sono munite, con risorse statali dedicate alle minoranze linguistiche, quindi senza alcun aggravio sulle risorse del bilancio provinciale dedicate alle minoranza linguistiche d’Italia, di segnaletica in lingua friulana, o in quella delle altre minoranze linguistiche, la istituzionalizzazione della Festa della Patria del Friuli del 3 aprile, il coinvolgimento delle strutture di comunicazione, di quelle della  scuola e del mondo dell’impresa, la costituzione della Comunità delle Province Friulane, la costituzione di un organismo regionale per la promozione della lingua con una forte partecipazione delle Province, l’attuale Arlef. Si è trattato di un importante insieme di iniziative che ha dato la misura dell’impegno il quale la precedente Amministrazione ha affrontato il problema della rivalutazione della lingua friulana in tutti i contesti. Di tutto questo impegno ben poco rimane nelle attività della attuale amministrazione provinciale: praticamente distrutto l’Ufficio per la promozione delle identità, soppresso il telegiornale quotidiano, ridimensionati fortemente i finanziamenti, arenati i programmi di coinvolgimento dell’Anas e della Società regionale delle Strade per l’ estensione della rivoluzione toponomastica anche alle strade statali o regionali, soppresso il programma televisivo per le minoranze tedesche e scomparse le iniziative analoghe in corso di predisposizione per le comunità slavofone delle Valli prealpine e alpine.
Il Movimento autonomista friulano, per bocca del suo presidente Valeria Grillo, che aveva dato forte impulso a queste attività in qualità di Vicepresidente del Consiglio Provinciale, delegato alla Cultura e alle identità linguistiche, ritiene necessario che il lavoro già svolto non venga disperso, ma anche venga rilanciato e potenziato, visto il gradimento che viene espresso dall’opinione pubblica friulana. Una delle maggiori ricchezze del Friuli è costituita dalla sua lingua e dalla sua cultura. Su questo le istituzioni devono impegnarsi fortemente, per gli importanti riflessi sulla coesione e la creatività delle varie componenti, economiche, culturali e sociali, che formano il Friuli. E per muoversi in tale direzione bisogna rafforzare un Movimento che non prende ordini da Trieste, da Roma o da Milano, ma che sia la più vera espressione della volontà dei friulani di rimanere tali e di non trasformarsi in una poltiglia veneto-padana.

Ufficio Stampa del
Movimento Autonomista Friulano
grillo.valeria@libero.it
Tel. 335-7888727
cell. 3356987217

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Difendere lo sconto della benzina e sviluppare l’Autonomia

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L’autonomia è una rivendicazione che non si basa solo su argomenti di cultura e di identità, ma incide direttamente sulle condizioni economiche delle famiglie.

Facciamo un esempio.

Da alcuni anni gli abitanti della regione possono giovarsi di un importante strumento agevolativo, che è costituito dal prezzo scontato della benzina, garantito per fasce territoriali definite in base alla distanza dai valichi confinari con la Slovenia, che consente di resistere alla concorrenza della Repubblica Slovena. Lo Stato sloveno infatti pratica regimi di tassazione molto più bassi di quelli italiani.

Una legge della Repubblica italiana autorizza la Regione a definire un sistema di sconti che, garantendo una costanza per il gettito dello Stato, con l’incremento delle vendite presso i distributori della Regione e non oltre confine, che consente di finanziare l’operazione. Tale iniziativa ha consentito di diminuire i costi degli approvvigionamenti di benzina per i cittadini della regione, a allo stesso tempo di ridurre le “fughe di spesa” verso le pompe della Slovenia. Il sistema è stato imitato con successo anche in Lombardia, sui confini con la Svizzera.

Ora la legge è messa in discussione dall’Unione Europea, che invece di considerare la illecita concorrenza che Slovenia e Austria esercitano nei confronti della nostra regione, con livelli più bassi delle Imposte sul reddito delle imprese e sulle Accise che incidono sul valore dei prodotti industriali, ha aperto una procedura di infrazione delle regole della concorrenza.

Il sistema deve trovare una soluzione definitiva, concedendo nell’ambito della Riforma del federalismo fiscale, una ampia autonomia alle Regioni a Statuto speciale, che stanno tutte sul confine, terrestre o marittimo, del nostro Paese.

Non basta dare qualche competenza in più, o qualche percentuale in più di risorse pubbliche, ma bisogna incidere profondamente sugli strumenti di politica economica, finanziaria e tributaria. Le regioni speciali devono essere poste nelle condizioni di decidere il tipo di tributi da chiedere alle famiglie e alle imprese, e soprattutto le aliquote da applicare. Come il Parlamento di Lubiana o quello di Vienna possono variare le imposte e le tasse, così i Consigli del Friuli o del Trentino Alto Adige devono essere in grado di decidere quali e quante tasse imporre ai cittadini. E soprattutto come rispondere alla concorrenza, non importa le leale o sleale, dei nostri confinanti. L’Autonomia è una questione di sopravvivenza della nostra economia e delle nostre imprese.

8.1.2009

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IL FRIULI NELL’INSEGNAMENTO DI VITTORINO MELONI

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Vittorino Meloni ci ha lasciato. Nel momento in cui vogliamo esprimere pubblicamente alla Famiglia tutto il nostro cordoglio, riteniamo utile anche ricordare l’impegno giornalistico che ha saputo manifestare con il “Messaggero Veneto” a favore del rafforzamento della comunità friulana e della ripresa di alcuni orientamenti che avevano ispirato Tiziano Tessitori nella sua azione per dare autonomia al Friuli, staccandolo finalmente dal Veneto, a costo del compromesso cui era stato costretto riguardante la sorte del Territorio Libero di Trieste.

Con il rinnovamento impresso al quotidiano udinese aveva posto a disposizione della comunità friulana un potente ed innovativo strumento di informazione e di comunicazione, che molte regioni allora ci invidiavano. Da tale tribuna per tutto il periodo della sua direzione ha seguito quasi quotidianamente, con i suoi articoli di fondo, l’evoluzione della politica, dell’economia e della società friulane, portando sempre avanti una linea diretta al rafforzamento della comunità locale e della sua capitale.

I problemi fondamentali di una regione artificiale, nata da quel compromesso imposto a Tessitori, che costringeva il Friuli ad accettare nel suo seno – e per di più come capoluogo regionale – una città veneta e marinara ad un tempo, e quindi assolutamente estranea alla cultura, alla lingua ed alla economia di un Friuli fortemente radicato alla sua identità ed al suo ambiente ed allo stesso tempo fortemente dinamico industrialmente ed avanzato nella sua volontà di liberazione da secolari vincoli di condizionamenti confinari, militari, burocratici e culturali, sono stati posti in luce più volte nella sua attività pubblicistica. Si ricordi in particolare il suo tentativo di smuovere la classe dirigente friulana – politica e non – da un atteggiamento di supina dipendenza dai centri di potere triestini e di accettazione dello status quo, per riprendere il disegno fortemente voluto da Tessitori, della Regione Friuli, eventualmente aggiornata alla nuova situazione creata dal dettato costituzionale. E che poteva trovare una soluzione nella definizione di uno statuto speciale per la Città di Trieste, all’interno della Regione autonoma. In termini aggiornati al rivisto dettato costituzionale che prevede un nuovo – facoltativo – livello di governo e alla successiva evoluzione della legislazione in tema di enti locali, la proposta si poteva tradurre nel mantenimento formale della Regione autonoma, nella costituzione della Città metropolitana di Trieste inglobante una risibile provincia limitata al Carso triestino che non ha mai avuto ragione di esistere autonomamente, e nella istituzione di una Comunità friulana in qualche modo organizzata istituzionalmente. I problemi della convivenza del Friuli e di Trieste, che aveva lucidamente descritto e inquadrato, furono oggetto di una serie di interventi che dimostrarono ancora una volta l’inconcludenza e la pochezza di una classe politica friulana, incapace di nutrire visioni strategiche e soprattutto di individuare il ruolo di forte snaturalizzazione dell’identità friulana che veniva svolto e tuttora svolge un capoluogo assolutamente estraneo alla comunità regionale.

Chi intende svolgere con coraggio e passione una azione diretta a rivendicare il diritto del popolo friulano all’autonomia, può trovare molti spunti negli scritti di Vittorino Meloni.

Udine, 8.1.2009

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UN RINNOVATO IMPEGNO PER LA COSTRUZIONE DI UNA GRANDE FORZA AUTONOMISTA

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Una azione ad ampio raggio per collegare l’autonomismo friulano con le forze autonomiste tradizionali del Sud Tirolo, del Trentino, della Val d’Aosta, della Sardegna e delle Sicilia, e con i nuovi gruppi che stanno sorgendo nelle regioni a statuto ordinario; un nuovo impulso per realizzare una rete di gruppi autonomisti sul territorio friulano, che si muovano verso l’obiettivo della tutela e valorizzazione delle identità culturali e delle risorse territoriali che devono essere la matrice per l’avvio di un nuovo processo di sviluppo della comunità friulana, recidendo i legami di dipendenza nei confronti di centri di decisioni esterni; una decisa apertura verso i mondi dei giovani, delle donne e delle amministrazioni locali; l’impegno ad una forte presenza nelle amministrazioni locali, con una ampia partecipazione di autonomisti alle prossime elezioni amministrative: sono questi i temi emersi nel corso dell’ormai tradizionale incontro conviviale che l’Associazione per l’Autonomia del Friuli “Identità e Innovazione”, con la partecipazione del neo costituito Movimento Autonomista Friulano, ha organizzato al “Mulino di Glaunicco”. Con la partecipazione di numerosi aderenti dell’Udinese, del Pordenonese, del Goriziano e dell’Alto Friuli, in un clima di partecipazione e di impegno, si è offerta una occasione di incontro e di dibattito che ha consentito di fare il punto sul grado di preparazione e di sviluppo di un movimento autonomista di nuova ispirazione, che intende innestare sui tradizionali temi della difesa della lingua e cultura friulana e di valorizzazione delle altre realtà linguistiche e culturali che costituisc0ono il Friuli, dalla Slavia friulana, alle presenze tedesche della Carnia e della Val Canale, delle comunità venetofone di antico insediamento, i grandi motivi dell’autonomia economica, sociale, culturale e scientifica del Friuli.

Pieno inserimento in contesti nazionali e internazionali di ampio respiro, ma anche ricerca di ogni fattore che consenta alla comunità friulana, con la sua Università, con i suoi Parchi scientifici e tecnologici, con le sue industrie innovative, con i suoi centri di ricerca e con le nuove professionalità, di reinterpretare i valori tradizionali in chiave di forte innovazione, nella consapevolezza che il Friuli può conservarsi e svilupparsi solo se saprà muoversi in termini di forte innovazione: autonomia economica, autonomia energetica, autonomia formativa, autonomia istituzionale sono i fattori destinati a dare corpo alla comunità friulana e ad una nuova espressione dello spirito autonomistico che anima la realtà friulana.

Di fronte ad un pubblico entusiastico hanno espresso questi principi l’Ing. Valeria Grillo, Presidente delegato dell’Associazione, i rappresentanti per il Pordenonese Lucio Roncali e per il Goriziano Gianluca Franco, il rappresentante degli amministratori autonomisti Mario Romolo Pischedda, il Prof, Raimondo Strassoldo che è stato festeggiato anche per la sua dura protesta contro i tentativi di strumentalizzare l’Università friulana e di farne la palestra di esibizioni di squallidi personaggi di sinistra come la Guzzanti. Hanno partecipato al dibattito rappresentanti della Montagna friulana, della Bassa Friulana, del mondo dell’emigrazione. Un incontro importante, che ha visto la partecipazione di amministratori locali, di professori universitari, di imprenditori, di liberi professionisti, di giovani e di donne impegnati nell’azione autonomista.

Ufficio Stampa di Identità e Innovazione

Il Presidente delegato di Identità e Innovazione

identitaeinnovazione@libero.it. Cell. 335-7888727; 334-5935313

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GIORNATA DI AGGIORNAMENTO PER AMMINISTRATORI COMUNALI E CANDIDATI DI LISTE CIVICHE AUTONOME

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Interessante iniziativa da parte dell’Associazione Identità e Innovazione di Udine una giornata di aggiornamento per amministratori comunali e candidati di liste civiche autonome.
Sono intervenuti in qualità di relatori:
Dott. Edo Zorzenon  Commercialista e Revisore dei Conti Udine che ha riferito la gestione politica delle risorse finanziarie, L’urbanista di Pordenone Dott. Alessio Prosser, che si è intrattenuto sugli strumenti di Pianificazione Urbanistica, L’Avvocato Serenella Beltrame, che ha relazionato in merito alla gestione delle risorse Ambientali, e il Prof. Francesco Pira, esperto in comunicazione nell’Università del Friuli Gorizia.
Lo scopo è stato quello di informare e formare le persone intervenute in materie riguardanti: bilancio comunale, rapporti tra i consiglieri comunali e comunità, gestione delle risorse ambientali e territoriali; ed offrire gli strumenti per una loro corretta gestione.
Interessante l’intervento del Sindaco Gregoris di Camino al Tagliamento in merito all’ottenuta certificazione EMAS.
Questa giornata fortemente voluta dall’Associazione, come sottolineato dai relatori intervenuti, ha dimostrato la scarsa possibilità da parte degli amministratori comunali di poter essere adeguatamente informati in merito alle normative e agli strumenti per poterle applicare.
Altro elemento di forte importanza è quello di accrescere la propria coscienza e sapersi innovare continuamente.
Vista la novità dell’iniziativa e considerato l’interesse espresso da parte dei partecipanti si è deciso di organizzare  altre iniziative dirette a costruire momenti di formazione e strumenti di assistenza sulle tante questioni che coinvolgono l’amministrazione locale. Si tratta di formare una nuova classe di amministratori locali ben consci delle loro responsabilità e capaci di utilizzare gli strumenti giuridici e gestionali atti a fornire servizi efficaci per la comunità. Ma si tratta soprattutto di instillare il senso del servizio, della responsabilità e dell’impegno per far crescere le tante comunità che formano il Friuli

Ufficio Stampa
IDENTITA’ E INNOVAZIONE
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